UN’AVVENTURA IN MOTO DALL’ECUADOR ALLA TERRA DEL FUOCO

L’idea di questa prima grande avventura nasce molti anni fa, quando vidi un documentario sulla Patagonia e la Terra del Fuoco. I panorami infiniti, dove non si incontra nessuno per chilometri e chilometri, dove la natura è padrona.

Ecco, questa è una sensazione che ho provato quando mi sono fermato con la mia moto all’inizio di una valle bellissima, fra il Cile e l’Argentina subito dopo il passo Roballo, lì mi sono sentito felice, libero, parte, di tutto quello che mi stava intorno.

Un’altra fortissima sensazione l’ho provata quando sono entrato nel Salar de Uyuni, in Bolivia. C’ero già stato nel 2006 quando sono stato un mese a fare volontariato ad Aiquile, un paesino di ottomila anime nelle Ande Boliviane. C’ero stato, ma in jeep, bello, emozionante, ma in moto è un’altra cosa, una sensazione di libertà assoluta, una felicità che non si riesce a spiegare. E poi Machu Picchu, il Glaciar Perito Moreno e il Monte Fitz Roy, la bellezza della regione dei sette laghi, le Cabillas de Marmor e il Glaciar San Rafael.

Ho organizzato con l’Associazione Missioni Francescane Trento Onlus due progetti di volontariato sul tema del’acqua, uno a Lima in Perù ed uno ad Aiquile in Bolivia.

In questo viaggio ho conosciuto tante brave persone, ho capito che la solidarietà fra motociclisti è vera e sincera, da Franklin Segarra con la moglie Claudia di Cuenca in Ecuador, a Julio Acosta di Trujllo in Perù, all’indimenticabile Michele Piras, trentino che lavorava presso l’Ambasciata italiana di La Paz come rappresentante della Comunità Europea e che purtroppo ci ha lasciato nel 2014.

E Nicola, trentino trapiantato in Cile dove ha aperto un ristorante a Buin sobborgo alle porte di Santiago. Luciano Morandi di Rio Grande, punto di riferimento per tanti amici motociclisti che arrivano nella Terra del Fuoco. Un ricordo speciale per nonna Gisella, trentina che nel 1952 con il marito arrivò ad Usuaya in quella terra così ostile e che purtroppo non c’è più, insieme alla figlia Maria Grazia Motter ci ha accolto come se fossimo amici da sempre.

E per ultimi un ricordo a Padre Pachi, vescovo di Lima in Perù, una forza della natura, e Valerio Weiss di Aiquile, che ci ha messo a disposizione la sua officina per le manutenzioni alle moto.

Questo lungo viaggio, lungo tutta la cordigliera delle Ande è durato due mesi e mezzo, in due tappe, una da fine ottobre 2012 ai primi di dicembre 2012 e la seconda dalla prima decade di gennaio 2013 alla prima decade di febbraio 2013.

Eravamo due gruppi, nella prima parte, sei moto e sette partecipanti, Io con Francesca Mosna, William, Pierluigi, Doriano, Roberto e Paolo.

Nella seconda parte eravamo cinque moto e un furgonicino. Io, Ivan con Mariangela, Stefano, Barbara, Pierfrancesco, Fulvia e Giorgio.

Alla fine ho percorso circa 18000 chilometri.

 

 

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