I giorni successivi al 28 agosto sembrano veramente interminabili: i permessi, nonostante la nostra incessante speranza, non arrivano più e, come se questo non basti…ho la febbre alta! Ogni giorno che passa è un’estenuante attesa e questo ci abbatte molto. Ogni giorno fantastico sul fatto di poter viaggiare giorno e notte e arrivare velocemente in Vietnam. Ogni giorno perdo sempre più la fiducia. Finalmente l’1 settembre arriva la svolta: in tarda serata ci consegnano i permessi! Decido di partire l’indomani mattina. Guidare la notte con la febbre potrebbe essere molto pericoloso, ma sono veramente stufo di aspettare qui da giorni, senza avere la possibilità di muovermi, esplorare, scoprire.

Quella notte dormo pochissimo e al mattino presto, dopo aver salutato tutti, parto per il confine con la Cambogia, Poipet. Viaggio bene, ma mi gira un po’ la testa, sento che ho ancora la febbre alta. Ho un po’ di timore per il controllo alle frontiere. Arrivo al confine sano e salvo, ma è molto presto, allora decido di dirigermi a Siem Reap, dove c’è il famoso sito archeologico Angkor. Quel giorno non me la sento di viaggiare troppo, ho 38.5 di febbre, così trovo una guest house economica e mi riposo, felice di aver sorpassato questo confine.

Il mattino seguente decido di visitare il tempio khmer Angkor Wat, non posso perdermelo. Molto caratteristico, ma sono impaziente, così mi dirigo verso Moc Bai: Vietnam arrivo! Una volta arrivato in Vietnam sono accolto da Isabella, la ragazza dell’agenzia che mi ha organizzato il tour in questo paese. Qui non si entra senza agenzia, come in Birmania e Cina. Ci dirigiamo a Saigon, dove troviamo un traffico incredibile: migliaia di motorini che sbucano da tutte le parti, nessuno rispetta nessuno! Sul momento sono molto spaventato, ma poi penso che sono quasi arrivato alla fine del mio viaggio e sono molto fiero di me.

Stanco ma entusiasta di essere arrivato in Vietnam, mi alzo presto la mattina e costeggio la costa per andare ad Hanoi: la mia meta. Non mi aspettavo dei paesaggi così incantevoli, questo posto mi ha davvero lasciato a bocca aperta! Una volta arrivato in città mi dirigo direttamente verso l’Ambasciata Italiana, dove mi aspetta un trentino, Mariano Anderle, responsabile scientifico. Ha organizzato un incontro con il Segretario dell’Ambasciata il quale si mostra molto gentile e soprattutto interessato alla mia avventura, ormai appena terminata…

I giorni seguenti sono ospite a casa di Mariano che gentilmente mi fa visitare Hanoi. Vado ad Hai Phong a consegnare la moto da caricare sulla nave e poi passo due giorni alla Baia di Halong: stupenda!

Il giorno che sembrava così lontano è arrivato: devo prendere l’aereo. Non riesco a credere che questa meravigliosa avventura sia già giunta al termine. Il viaggio in aereo è molto lungo, ho già nostalgia di tutti i posti che ho visitato, delle persone che ho incontrato lungo questo percorso, ma sono allo stesso tempo molto contento: ho troppa voglia di riabbracciare la mia famiglia! Ad aspettarmi all’aeroporto ci sono due cari amici, Daniela e Claudio, gentilissimi come sempre.

Purtroppo anche questa grande avventura è terminata. Ora si comincia a pensare alla prossima.

3 Commenti
  • Cecilia bosso

    Come hai fatto ad ottenere i visti per la moto della Cambogia e del Vietnam?

    • Rosario

      ciao buon giorno, il visto della Cambogia non è un problema, solo da un paio di mesi la Cambogia ha introdotto una nuova regolamentazione per l’ingresso dei veicoli e quindi va fatta una procedura particolare.

  • Mario

    buonasera Rosario,
    complimenti per i tuoi viaggi; vorrei raggiungere l’Uzbekistan dall’Iran attraversando il Turkmenistan con la mia motocicletta; leggo che attraversare il Turkmenistan potrebbe essere piuttosto complicato se non impossibile; quale è stata la tua esperienza?
    Grazie, un saluto cordiale,
    Mario

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